I nostri Ambassador sono dei property manager o persone in contatto con diverse strutture ricettive che collaborano con noi per incrementare le entrate mensili. Andrea lavora in Valle d’Aosta ed è nel settore da oltre 14 anni. Ecco alcune domande a fuoco rapido per dare un’occhiata nel suo mondo dell’ospitalità.

Da quale paese sono gli ospiti più divertenti che hai avuto?

>> Ne ho avuti di divertenti un po’ da tutte le parti del mondo, ma non c’è niente da fare i più divertenti sono sempre i nostri compaesani, gli italiani non si battono.

Un ospite ha mai perso le chiavi?

>> Ovviamente, lo chiamiamo il battesimo, se non hanno mai perso le chiavi, smontato un complemento d’arredo o portato via un cactus allora non hai lavorato ancora abbastanza. E’ un rito di passaggio che va consumato per forza.

Hai mai avuto un ospite in cui nessuno di voi parlava la stessa lingua?

>> Potrei dire giapponese, ma alla fine il manutentore pugliese non so come riusciva a capirsi perfettamente, in realtà i più difficili in assoluto furono gallesi… non sono certo nemmeno che riuscissero davvero a capirsi tra di loro.

Qual è un’abilità importante che pensi che tutti dovrebbero avere per il tuo lavoro?

>>Altruismo: essere consulenti è una grossa responsabilità, dobbiamo saper consigliare per il meglio le persone che ripongono fiducia in noi e senza essere naturalmente un po’ altruisti a volte si rischia di mettere il proprio interesse davanti a quello del cliente e questo non va bene.

Quale classe o esperienza lavorativa passata ti aiuta con il tuo lavoro?

>> Quello che non strozza, ingrassa. Tutte le esperienze del mio passato in qualche misura oggi contribuiscono a rendermi ciò che sono, come professionista e come persona, non rinnego nulla e anzi a quelle meno ortodosse forse ci sono più affezionato.

Qual è un’abilità unica che apporti al tuo lavoro?

>> L’empatia, fin da bambino sono sempre stato una persona sensibile e questo mi aiuta a sintonizzarmi con i veri bisogni dei miei clienti, alle volte li aiuto anche a metterli a fuoco il ché non è sempre così banale.

Qual è il miglior piatto della Val D’aosta?

>> La cucina italiana è tutta buona, ma il miglior piatto della valle d’Aosta sono decisamente i suoi paesaggi naturali. Disseta gli occhi, sazia il cuore ed alleggerisce l’anima, potresti vivere di sola aria e acqua di sorgente, mi dovete credere anche se a guardarmi non lo direste.

Qual è la tua attività / esperienza preferita che consigli agli ospiti?

>> Fai quello che vuoi con leggerezza, quì a parte il mare non manca veramente nulla. Puoi fare quello che preferisci, dallo shopping al parapendio passando per un pic-nic su una soffice distesa erbosa, semplicemente quì è più bello farlo.

“Il turismo è un settore già molto importante nel nostro paese e a volte può sembrare che sia un settore “maturo”, la verità è che ha ancora un enorme potenziale di crescita. Francia e Spagna ci hanno superato negli ultimi anni come quote di arrivi turistici, non certo perché ci sia di più da vedere, il connubio di qualità e varietà naturale e culturale che ha l’Italia non ce l’ha nessuno in tutta la galassia. Quello che manca a noi è l’organizzazione e non perché non si sia buoni organizzatori, ma perché ci manca una base culturale omogenea (da cui la grande ricchezza storica), dobbiamo imparare a parlare la stessa lingua da Pachino a Courmayeur e a quel punto non ci batterà mai nessuno. Noi cercando di creare uno “standard”, cerchiamo di fare il nostro.”

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